Comprendere la trasformazione digitale. L’intelligenza artificiale è la nuova elettricità?

da | 11 Apr 2019

Per cogliere quanto il progresso tecnologico sia inarrestabile, in una società caratterizzata da un utilitarismo sempre più spinto come la nostra, possiamo avvalerci di due detti, di cui non conosco la fonte, che ben colgono lo spirito dei nostri tempi: “se qualcosa può essere fatto, qualcuno lo farà” e “se non lo fai tu, lo farà qualcun altro”.

In questo periodo storico, non solo percepiamo il progresso tecnologico come inarrestabile, ma ci risulta anche difficile prevederne implicazioni e conseguenze future. La velocità dello sviluppo tecnologico da lineare sta rapidamente impennandosi in esponenziale. La capacità di utilizzare ciò che abbiamo inventato (e di utilizzarlo con saggezza) non riesce più a tenere il passo con il ritmo con cui inventiamo cose nuove.

Una delle ragioni per cui troviamo difficoltà ad intuire adesso dove ci porterà la trasformazione digitale in atto è che, nonostante tutte le innovazioni già introdotte negli ultimi anni, a tutti gli effetti, siamo solo agli inizi di una trasformazione tecnologica epocale che, se da una parte appare ormai inevitabile, dall’altra, è ancora nebulosa e necessita di ulteriore tempo per essere portata a pieno compimento, a piena maturità. Citando Brynjolfsson e McAfee[1]: “Il progresso digitale che abbiamo visto in questi anni è sicuramente impressionante, ma è solo un minimo indizio di quanto avverrà. È l’alba della seconda età delle macchine

Viviamo una sorta di smarrimento in un periodo iniziale di transizione e di confusione comune a quelli che in passato hanno caratterizzato l’introduzione di tutte le grandi innovazioni tecnologiche che hanno avuto un’influenza profonda sul progresso della nostra società.

Forse quello che adesso appare a molti come un deserto da esplorare con pochi e rudimentali strumenti a disposizione per orientarsi, tra qualche anno diventerà una commodity che le generazioni successive alle nostre daranno per scontato. Come per noi, adesso, l’uso dell’elettricità. Mentre adesso diamo per scontato parecchie cose in merito all’elettricità, all’inizio del XX secolo non erano così scontate: chi allora riusciva solo ad immaginare le conseguenze e gli impatti che avrebbe avuto in futuro l’elettricità?

Non a caso ho citato l’elettricità. In effetti questo periodo di transizione presenta molte analogie con quello relativo allo sviluppo ed alla diffusione della distribuzione dell’energia elettrica.

Andrew Ng, uno dei massimi esperti di Intelligenza Artificiale, afferma che “l’intelligenza artificiale è la nuova elettricità”[2]. Non è il solo a sostenere questa analogia, anche Kelly[3] e Brynjolfsson e McAfee[4], tra gli altri, sono sulla stessa linea.

Esperti, commentatori e studiosi, si avvalgono di analogie per tentare di dare un senso a questa fase ed ai possibili sviluppi futuri della trasformazione digitale. Solo per citarne alcune, tra le più popolari e, forse, tra le più opinabili: “i dati sono il nuovo petrolio”, “i dati sono la nuova valuta”.

A mio parere, invece, l’analogia con l’elettricità, proposta da Andrew Ng, è alquanto calzante: la potenza computazionale di adesso può essere paragonata alla forza motrice di allora, internet alla rete di distribuzione dell’elettricità di allora, e il cloud computing alle centrali dove l’elettricità era prodotta. Come la rete elettrica ha permesso di produrre a distanza la forza motrice necessaria per il funzionamento dei macchinari del XX secolo, così la rete internet permette di generare a distanza la potenza computazionale necessaria per i macchinari del XXI secolo.

Il passaggio in azienda dall’uso di energia termica (vapore), prodotta localmente, all’uso di elettricità, prodotta a distanza, per generare l’energia meccanica necessaria a produrre è durato qualche decennio. Agli albori di questo passaggio, immagino, solo pochi imprenditori si siano resi conto della portata dirompente di questa innovazione.

Anche se i primi sistemi di distribuzione dell’elettricità fanno la loro comparsa nell’ultimo ventennio del XIX secolo (1882 per la distribuzione a corrente continua e 1896 per la distribuzione a corrente alternata), l’elettricità ha avuto un impatto significativo sull’economia statunitense solo dopo il 1920 e solo nel 1935 la distribuzione viene regolamentata a livello federale[5].

Come fa notare Devine[6]l’uso dell’elettricità ha ridotto l’energia richiesta per far funzionare i macchinari, ma ancora più importante, ha consentito all’industria di ottenere un output maggiore per unità di capitale e lavoro in input”. Se si fosse semplicemente sostituita la forza del vapore con motori elettrici per fare con costi inferiori quello che si era sempre fatto, nel modo in cui si era sempre fatto, mantenendo invariato il sistema di alberi e cinghie per la trasmissione dell’energia ai vari macchinari, i vantaggi sarebbero stati contenuti. Per ottenere un beneficio veramente significativo ci fu “l’esigenza di introdurre cambiamenti organizzativi e soprattutto concettuali nelle modalità con cui le attività ed i prodotti erano definiti e strutturati[7]. Il processo fu lento, ma niente fu più come prima in fabbrica.

Se ci pensate è quello che sta avvenendo con l’uso sempre più esteso di intelligenza artificiale generata a distanza. L’introduzione e la distribuzione dell’elettricità ha trasformato completamente il modo di produrre, di lavorare, di vivere, di comunicare e relazionarsi, in maniera analoga, l’introduzione e la distribuzione dell’intelligenza artificiale è destinata a trasformare di nuovo come produciamo, come lavoriamo, come viviamo, come comunichiamo e come ci relazioniamo con gli altri.  Riflettere su come si è sviluppato nel secolo scorso il processo di elettrificazione ci fornisce le chiavi per comprendere meglio il periodo che stiamo vivendo. E pensare che siamo solo agli inizi.

Note:

[1] Brynjolfsson, E., McAfee, A. (2014) The Second Machine Age. Work, Progress, and Prosperity in a Time of Brilliant Technologies. New York, W. W. Norton & Company

[2] Lynch, S. (2017) Andrew Ng: Why AI IS the New Electricity. Insights by Stanford Business 11 March. Available at https://www.gsb.stanford.edu/insights/andrew-ng-why-ai-new-electricity (accessed 04 April 2019)

[3] Kelly, K. (2017) The Inevitable. Understanding the 12 Technological Forces That Will Shape Our Future. New York, Penguin Group USA

[4] Brynjolfsson, E., McAfee, A. (2017) Machine, Platform, Crowd. Harnessing Our Digital Future. New York, W. W. Norton & Company

[5] David, P. A. (1990) The Dynamo and the Computer: An Historical Perspective on the modern productivity paradox. The American Economic Review, 80(2): 355-361

[6] Devine, W. D. Jr. (1983) From Shaft to Wires: Historical Perspective on Electrification. The Journal of Economic History, 43(2): 347-372

[7] David, P. A., Wright, G. (1999) General Purpose Technologies and Surges in Productivity: Historical Reflections on the Future of the ICT Revolution. Paper presented to the Symposium on Economic Challenges of the 21st century in Historical Perspective. Oxford, England 2-4 July 1999.  Available at https://ora.ox.ac.uk/objects/uuid:f7410c97-0cc6-4483-9661-38424a3bbabe/download_file?file_format=pdf&safe_filename=a4.pdf&type_of_work=Working+paper (accessed 05 April 2019)

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